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Cinecittà in esilio: Venezia e il Cinevillaggio

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Cinecittà in esilio: Venezia e il Cinevillaggio

Molti associano al cinema italiano i leggendari studios di Cinecittà, ma pochi sanno la storia della loro piccola succursale: il Cinevillaggio di Venezia.

Tutto inizia con una nomina, quella di capo della Direzione Generale della Cinematografia. Ad conseguirla è Luigi Freddi, giornalista popolare sotto il fascismo. Cinecittà venne inaugurata poco dopo sotto la sua direzione, il 28 aprile 1937. Inizia così una storia di produzione di pellicole per lo più di intrattenimento, che però ha un epilogo forzato con l’assalto e il saccheggio subito l’8 settembre 1943, a seguito dell’armistizio e dell’occupazione tedesca.

Luigi Freddi dopo un periodo in carcere, si troverà a gestire la fase di ripristino degli studios – ormai chiusi – sotto la Repubblica di Salò. Come città venne scelta Venezia, già sede della prima Mostra del Cinema al mondo. Recuperate alcune delle grosse attrezzature saccheggiate dagli stabilimenti romani, la produzione cinematografica italiana dell’epoca si trasferisce in laguna.

Verso Sacca Fisola, nell’Isola della Giudecca, gli spazi di un’ex birrificio vengono utilizzati come teatri di posa, mentre ai Giardini della Biennale vengono realizzati dei set provvisori. Con strutture limitate e un numero ridotto di attori, il piccolo centro di produzione diventa comunque il punto di riferimento per il cinema nel Bel Paese.

 

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L’Istituto Luce trova invece la propria sede al Palazzo Bonvecchiati, oggi – come allora- elegante albergo a pochi passi da Piazza San Marco, così come gli attori che alloggiano nei principali alberghi di Venezia: il Danieli, l’Europa e il Regina. La città di Venezia ha così modo di accogliere in quegli anni un discreto numero di personalità che faranno molto parlare di sé.

Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, primi fra tutti, sono le star principali del ricreato circolo di attori che animano i nuovi studios, creando attorno a sé un’aura di mistero e dannazione per la loro sregolatezza tra lusso, droghe e feste piene di eccessi. La coppia viene poi uccisa dai partigiani il 30 aprile 1945 con l’accusa di collaborazionismo e in particolare per i fatti di Villa Triste, a Milano, dove aveva sede la banda del torturatore Koch.

La produzione del Cinevillaggio nei pochi anni di vita è scarsa e i titoli girati all’epoca vengono solitamente non considerati dalla critica come opere di valore. Tra le rarissime pellicole di qualità girate in quel periodo, la più famosa è forse La Locandiera (1944) di Luigi Chiarini, film che vede protagonista la famosa coppia Valenti Ferida e girato interamente a Venezia.

Dal 1945 in poi a Roma si spinge per la rinascita di Cinecittà e attori e registi protestano per vedere esaudite la loro richiesta di lavorare nella Capitale. L’attività del Cinevillaggio si concluderà così brevemente e simbolicamente con qualche ripresa di Tempo d’estate (1955) di David Lean e di Senso (1955) di Luchino Visconti. Due film che hanno segnato la storia del cinema in Italia.

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Brian Gibboni, ragazzo friulano e laureato in Lingue e Culture dell'Asia Orientale presso l'Università Ca' Foscari, si interessa di tutto ciò che riguarda l'incontro e lo scambio tra culture diverse. Completa la sua formazione iscrivendosi al Master in Economia e Gestione del Turismo presso il Ciset. Oggi lavora per il tour operator giapponese JTB Italy, dove si occupa di gestione e pianificazione di tour per viaggi organizzati.

brian@italymoviewalks.com

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