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Sicilia e poesia nel Nuovo Cinema Paradiso

Sicilia e poesia nel Nuovo Cinema Paradiso

fotogramma nuovo cinema paradiso

Titolo: Nuovo Cinema Paradiso
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore con la collaborazione di Vanna Paoli
Protagonisti: Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin, Agnese Nano, Brigitte Fossey, Leo Gullotta, Enzo Cannavale, Leopoldo Trieste
Produzione: Franco Cristaldi e Giovanna Romagnoli

Ormai residente da trent’anni a Roma, il regista di origini siciliane Salvatore Di Vita riceve una telefonata dall’anziana madre Maria; il proiezionista del Nuovo Cinema Paradiso, tale Alfredo, è morto.
La notizia risveglia quindi in Salvatore una serie di ricordi indelebili, di come è entrato a conoscenza del mondo della celluloide e di quando, in età infantile, si appassionò ad un settore ricco di sogni proiettati su un grande schermo.

L’incontro con Alfredo gli sarà fatale, dato che l’uomo prenderà in custodia il piccolo Salvatore, detto Totò, insegnandogli i segreti del mestiere e trasportandolo nelle sue proiezioni in sala, luogo popolato dai più variegati personaggi che sfuggono dalla vita quotidiana per farsi ammaliare dal cinematografo.
Il Nuovo Cinema Paradiso è il passatempo locale più richiesto, e continuerà ad esserlo anche dopo che Alfredo, a causa di un grave incidente, perde la vista.

fotogramma Nuovo Cinema Paradiso

Totò prende ben presto il suo posto come proiezionista, crescendo nella cabina di proiezione ed arrivando così all’età adolescenziale, dove conoscerà l’amore grazie alla bella Elena.
Chiamato al Servizio di Leva Militare, il giovane dovrà allontanarsi dal suo paese e dalle persone a lui care, per poi tornare tempo dopo con molti cambiamenti in atto; uno è il consiglio che Alfredo si accinge a dargli, e cioè andare via da Giancaldo per costruirsi un futuro migliore (raccomandazioni che tanto ricordano quelle del Principe di Salina nel film Il Gattopardo).

Vattinni chista è terra maligna!
Fino a quando ci sei ti senti al centro del mondo, ti sembra che non cambia mai niente. Poi parti. Un anno due, e quanno torni è cambiato tutto: si rompe il filo. Non trovi chi volevi trovare. Le tue cose non ci sono più. Bisogna andare via per molto tempo, per moltssimi anni, per trovare, al ritorno, la tua gente, la terra unni si nato. Ma ora no, non è possibile. Ora tu sei più cieco di me. (Alfredo)

Totò prende la cosa con molta determinazione, andando a vivere nella Capitale e divenendo un regista di successo; ma la morte del suo caro amico lo convince a tornare nella sua terra natia, tirando così le somme su cosa il destino gli ha riservato e cosa ancora c’è da imparare, nonostante Salvatore sia ora un uomo di mezza età.

Il film di Giuseppe Tornatore, eccetto qualche scena a Roma, è ambientato esclusivamente nel paesino siciliano di Giancaldo, in verità luogo inventato e risultato di un insieme di diverse location siciliane unite per l’occasione; in tal modo si è potuto creare questo immaginifico posto ricco di tradizioni e, a tratti, di magia.

Giancaldo: un nome chiave che evoca tutto ciò che ho vissuto nella mia infanzia e adolescenza a Bagheria e che mi ha aiutato a distillare la storia del film.

Giancaldo

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Esperta di Marketing Territoriale e appassionata di viaggi e film, nel 2013 è coautrice di Roma Movie Walks, libro e guida turistica dal quale parte per sviluppare un nuovo e grande progetto stimolato dal movie induced tourism. Italy Movie Walks è diretta emanazione di questo, un portale dedicato a coloro che amano visitare i tantissimi luoghi del cinema girati nel Bel Paese.

giovanna@italymoviewalks.com

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